Swap Acqui Terme

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COMUNICATO STAMPA
DERIVATI TOSSICI COMUNE ACQUI TERME: DOPO IL SEQUESTRO DI 1, 2 MILIONI DI EURO UBM-UNICREDIT DISPOSTO PROCURA,NELL’UDIENZA CELEBRATA OGGI, ADUSBEF AMMESSA PARTE CIVILE. ANCHE A MILANO, UDIENZA CONTRO LE BANCHE PER DERIVATI TRUFFA COMUNE MILANO.

Dopo le condanne inflitte dalla Procura della Repubblica di Milano per i derivati truffa appioppati disinvoltamente al Comune di Milano, il cui impianto accusatorio istruito dal Pm Alfredo Robledo e dal giudice Oscar Magi a carico di nove tra manager ex manager di quattro banche, tutti imputati in solido tra loro al risarcimento del danno a favore della parte civile, Adusbef in 50mila euro complessivi (oltre le spese legali), ed il sequestro preventivo di 89 milioni di euro con il PG Piero De Petris che ha chiesto la conferma della condanna inflitta alle quattro banche Depfa Bank, Deutsche Bank, Ubs e Jp Morgan, un’altra eclatante pronuncia è arrivata dal Tribunale di Alessabdria (GUP Laura Galli), che nell’udienza odierna contro Unicredit per i derivati tossici appioppati al Comune piemontese, ha ammesso Adusbef parte civile.

La vicenda relativa agli “swap”dell’ amministrazione comunale acquese prende piede in Procura dopo la denuncia presentata il 24 ottobre 2008 da un gruppo di cittadini riunitisi nel «Comitato Difesa Finanze Comunali» (Co.Di.Fi.Co.) che a loro spese hanno evidenziato le “storture” presenti nei derivati avariati stipulati tra il 2001 e il 2006 con la banca del signor Alessandro Profumo. Una girandola di otto swap (ora ne sono rimasti tre derivati) che stanno portando il municipio a una perdita potenziale di poco meno di un milione di euro. Tra i punti contestati dalla Procura,la presenza di commissioni applicate e non dichiarate da Unicredit al momento della sottoscrizione dei contratti di 968.238,15 euro. Insomma, la banca avrebbe applicato costi occulti per quasi un milione di euro, somma che doveva essere versata nelle casse del Comune, invece di essere incamerata dalla stessa banca per rimpinguare i profitti sulla pelle della collettività.

Somme più leggere del Comune di Acqui Terme rispetto agli swap di Milano,ma che confermano una ben studiata “strategia” nella vendita e sottoscrizione di derivati avariati, una vera e propria scommessa con i denari dei contribuenti nei mercati finanziari per ottenere benefici immediati (grazie all’ up front) a fronte di forti rischi di maggiori oneri futuri per l’ ente locale (il mark to market quasi sempre negativo da pagare a scadenza).

Malgrado il Comune di Acqui Terme – che non si è costituito parte civile – e la banca si fossero già accordate stragiudizialmente nel giugno 2010, il Gup Laura Galli ha configurato ugualmente la condotta illecita, contestando il reato di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico, per aver messo in atto “artifici e raggiri che hanno indotto in errore” il Comune di Acqui Terme nello stipulare i contratti derivati.

Adusbef, grata al Comitato Spontaneo (Co.di.fi.co- escluso dalle parte civile, come altri 20 cittadini) composto da imprenditori coraggiosi e cittadini, che sempre di più si ribellano all’arbitrio ed ai comportamenti truffaldini dei signori banchieri, adusi ad agire indisturbati spesso con la diretta complicità e la protezione dei Governi e delle Autorità vigilanti (Consob e Bankitalia in primis), nel ricordare che dal novembre 2009 persiste il sequestro preventivo del profitto indebito pari ad 1.201.648 euro presso una sede milanese di Unicredit, ringrazia gli avvocati Riccardo Bistolfi e Giuseppe Ciullo, che hanno preparato le azioni legali e la costituzione di parte civile, i magistrati a schiena dritta che non si lasciano suggestionare, l’imprenditrice Piera Levo,che lotta da oltre 10 anni contro le truffe finanziarie dei Lorsignori banchieri.

Elio Lannutti (Adusbef)

Roma, 6.2.2014

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