homepage
ultimo minuto
rassegna stampa
sentenze
ufficio legale
consulenti indipendenti

 

 
 
storie
chi siamo
link
contatti
EDITORIALE
 

Questo sito nasce da un'idea, o per meglio dire da un "sogno" di un giovanissimo imprenditore barese (fallito a causa dei derivati) e da una testarda imprenditrice piemontese che, nonostante l'impegno profuso da Alessandro Profumo & C., non sono riusciti a far fallire: binomio esplosivo.

Il sogno? Riportare nell'ambiente bancario una serenità che consenta agli imprenditori di poter trattare con partner commerciali (i bancari) e non con uno stormo di "avvoltoi" pronti solo a "strappare una libbra di carne" dal loro cuore. Ogni riferimento all'usura, alla estorsione ed alla truffa, perpetrata per decenni a danno di giovani e meno giovani lavoratori autonomi è chiaramente voluto e sentito, anzi vissuto e testimoniato sulla propria pelle da Rocco, Piera, Donatella, Emidio, Giovanni, Oscar, Andrea e centinaia di migliaia di altri imprenditori, forse ingenui, forse troppo onesti per potere immaginare che il potere bancario si spingesse sino ad una truffa legalmente camuffata.

L'esortazione a tutti coloro che si riconoscono nella nostra battaglia è di mettere da parte la vergogna, il senso di vuoto e di inadeguatezza che tutti noi abbiamo provato e di non esitare a contattare qualcuno di noi, scegliendolo anche tra il soggetto che ritiene piu' ideneo all'ascolto della sua storia.

Anche se i media tentano di ignorarci ed i banchieri minimizzano ("... non sono il demonio.." si difendeva il boss di Unicredit Profumo nell' intervista rilasciata a La Stampa di Torino) siamo in tantissimi e siamo molto uniti, abbiamo dalla nostra importanti associazioni (Adusbef in testa) ed ottimi Avvocati.

Con noi "vittime delle banche" il motto "divide et impera" non ha funzionato e non funzionerà : l'amicizia, valore assoluto che condividiamo, nata dalla disperazione e dal senso di impotenza, è un fiume in piena che prima o poi li travolgerà.

Piera Petrini Levo

 

 
   
A. L.
"Società ingrata"

 

PARTE PRIMA

Ero, (dicasi ERO) un piccolo imprenditore, artigiano dell'indotto
termotecnico civile e industriale. La mia vita si svolgeva in modo umile e
dignitoso poi, anche per colpa di mancati incassi , non potetti far fronte
ad alcuni pagamenti (cifre per le quali oggi, vista la nuova normativa
sulla fallimentare, non fallirebbe mai nessuno) e così "scivolai" nel
baratro del fallimento.

Correva l'agosto del 1997 quando subii l'onta del fallimento. Da allora
sono trascorsi quasi 11 (undici) anni ma, nonostante da tempo siano stati
venduti tutti i beni, di chiudere la procedura ANCORA NON SE NE PARLA.
Più volte, negli ultimi tre anni, ho telefonato al curatore per avere
notizie in merito ma, ad ogni mia telefonata, la risposta era sempre la
stessa: stanno arrivando delle tardive (???...mah! ancora? A distanza di
ben 8 anni dalla dichiarazione di fallimento?!), però, vedrò di chiudere
per Natale (di quale anno?) sentiamoci a gennaio (di quale anno?).
Richiamandolo, così come richiestomi, a gennaio, con la stessa frase mi
liquidava e rimandava il tutto a dopo Pasqua ...e così via, ripetitivo
quasi in modalità automatica, negli ultimi tre anni.

Oggi, purtroppo, a 53 anni, ahimè, non ho più una casa mia, e dopo una
vita di sacrifici fatti anche da giovane quando, per sposarmi e mettere su
famiglia e una casa, appunto, per quadagnare qualcosina in più accettavo
di andare a lavorare anche all'estero. Abbrevio, la cosa che più mi sta
distruggendo dentro è l'aver dato ai miei figli, a mia moglie, l'eredità
di questa GOGNA!

Mio figlio maggiore (oggi ha 25 anni), per lavorare e sostenermi, dopo il
diploma, rinunciò (anche in questo mi sento in colpa) a proseguire gli
studi. Nei mesi scorsi, facendo progetti per il suo futuro e volendo
comprare casa, rivolgendosi ad una banca per il mutuo, si è sentito dire
che per colpa mia e della mia situazione "NON PUO' ACCEDERE AL MUTUO" IN QUANTO E' FIGLIO DI UN FALLITO.

Ho dato il mio contributo a questa società, ho lavorato e ho fatto
lavorare, ho insegnato un mestiere a ragazzi che a tutt'oggi vivono dei
miei insegnamenti, del mestiere che ho insegnato a loro ma, disgraziato
me, colpa il fallimento, oggi non solo mi ritrovo a non avere più nulla
(quantomeno quel piccolo patrimonio che dovrebbe essere un diritto
sacrosanto di tutti: LA CASA) ma, cosa altrettanto grave è che
dalla procedura fallimentare mi è stata inflitta la condanna alla MORTE
CIVILE. Perdendo anche la piena capacità giuridica. SOCIETA' INGRATA!

Quanto tempo ancora devo far soffrire i miei cari?

 

PARTE SECONDA

.....alla luce di quel che ho scritto precedentemente nella mia di ieri,
credo di aver commesso un solo grave errore nella mia vita; quello di aver
lavorato e fatto lavorare. Quando, invece, per diamine, sarebbe bastato
che mi dessi a delinquere, a rubare, a spacciare, a commettere reati molto
più gravi tantoquanto più remunerativi rispetto all'onesto lavoro. TANTO
POI, PUR SE MI PRENDEVONO IN FLAGRANZA, IN CARCERE CI SAREI ENTRATO DI LUNEDI' E NE SAREI USCITO IL VENERDI' SUCCESSIVO. COSI' COME ACCADE NELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DEI CASI NELLO SPECIFICO.

IN BUONA SOSTANZA, AVREI PATITO MENO PENE E, FORSE, MI SAREI RITROVATO CON UNA CASA PER LA MIA FAMIGLIA, UN GRUZZOLETTO DI SOLDI PER LA MIA VECCHIAIA, SAREI ANCHE STATO RIVERITO, RISPETTATO E TEMUTO DA QUESTA SOCIETA' DI MERDA'.

NON IMPORTA QUEL CHE HAI DATO, NON IMPORTA QUEL TANTO DI BUONO CHE HAI PRODOTTO FINO A POCO PRIMA CHE TU FALLISSI. TI HANNO FRANCOBOLLATO COME PEGGIO DEL PEGGIORE TERRORISTA, SPACCIATORE, ASSASSINO. ECCO COSA SEI OGGI PER LA GIUSTIZIA (??????) ITALIANA. IN ALTRE NAZIONI UN FALLIMENTO COMMERCIALE DURA POCO PIU' O POCO MENO DI DUE ANNI...DUE ANNIIIIIII!!!!!!! SIGNORI, VI RENDETE CONTO, SOLO DUE MALEDETTISSIMI ANNI. QUA DA NOI UNA, "SOLO" UNA, UNA MALEDETTA VITA...

GRAZIE GIUSTIZIA, GRAZIE CURATORE DELLA MIA PROCEDURA FALLIMENTARE, GRAZIE PER AVER FATTO DI ME NON SOLO UN EX DATORE DI LAVORO, UN EX PICCOLO IMPRENDITORE, UN EX ARTIGIANO, UN EX INSEGNANTE DI MESTIERE CON TANTA ASSOPITA VOGLIA DI CONTINUARE A DARE UN MIO, SE PUR PICCOLO, CONTRIBUTO A QUESTA MALATA SOCIETA'. SONO TUTTO UN EX ORAMAI , ANCHE UN EX BUON PADRE DI FAMIGLIA, VISTE LE AMAREZZE INFLITTE AI MIEI FIGLI, A MIA MOGLIE. QUESTO E' IL GRANDE DOLORE CHE PORTO DENTRO DI ME.

"CARA" SOCIETA', SPERO DI ESSERE DA LEI SCUSATO PER NON ESSERE STATO COSI' BRAVO AD IMPARARE LEZIONI DA LEI IMPARTITE GIORNO DOPO GIORNO E A TUTT'OGGI, DI NON ESSERE STATO FURBO COME DA SUA RICHIESTA, COME DA SUO VOLERE. SA, IL TUTTO E' DIPESO DALLA MIA SVOGLIATEZZA NELLO STUDIARE IL LATO OSCURO DI QUESTE SUE LEZIONI TANT'E' CHE MI HA PORTATO A NON IMPARARE UNA MAZZA.

COMUNQUE, SIGNORA (SIC!!!) SOCIETA', "GRAZIE" PER AVERMI
CAMBIATO....."GRAZIE" MA DI CERTO "NON DI CUORE".

A. L.



indietro

 

Realizzazione grafica a cura di
 

www.videomedia.it
panattoni@videomedia.it

0141/822282 - 347/9397720