| EDITORIALE |
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Questo sito nasce da un'idea, o per meglio
dire da un "sogno" di un giovanissimo imprenditore
barese (fallito a causa dei derivati) e da una testarda
imprenditrice piemontese che, nonostante l'impegno profuso
da Alessandro Profumo & C., non sono riusciti a far
fallire: binomio esplosivo.
Il sogno? Riportare nell'ambiente bancario una serenità
che consenta agli imprenditori di poter trattare con partner
commerciali (i bancari) e non con uno stormo di "avvoltoi"
pronti solo a "strappare una libbra di carne"
dal loro cuore. Ogni riferimento all'usura, alla estorsione
ed alla truffa, perpetrata per decenni a danno di giovani
e meno giovani lavoratori autonomi è chiaramente
voluto e sentito, anzi vissuto e testimoniato sulla propria
pelle da Rocco, Piera, Donatella, Emidio, Giovanni, Oscar,
Andrea e centinaia di migliaia di altri imprenditori,
forse ingenui, forse troppo onesti per potere immaginare
che il potere bancario si spingesse sino ad una truffa
legalmente camuffata.
L'esortazione a tutti coloro che si riconoscono nella
nostra battaglia è di mettere da parte la vergogna,
il senso di vuoto e di inadeguatezza che tutti noi abbiamo
provato e di non esitare a contattare qualcuno di noi,
scegliendolo anche tra il soggetto che ritiene piu' ideneo
all'ascolto della sua storia.
Anche se i media tentano di ignorarci ed i banchieri minimizzano
("... non sono il demonio.." si difendeva il
boss di Unicredit Profumo nell' intervista rilasciata
a La Stampa di Torino) siamo in tantissimi e siamo molto
uniti, abbiamo dalla nostra importanti associazioni (Adusbef
in testa) ed ottimi Avvocati.
Con noi "vittime delle banche" il motto "divide
et impera" non ha funzionato e non funzionerà
: l'amicizia, valore assoluto che condividiamo, nata dalla
disperazione e dal senso di impotenza, è un fiume
in piena che prima o poi li travolgerà.
Piera Petrini Levo
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(Anonimo)
"Il potere delle banche" |
La nostra società lavora
da un paio di anni con una banca locale pugliese con cui
ha semplici rapporti di conto corrente ed eventualmente
presentazione Ricevute bancarie al dopo incasso.
Il giorno 10/04/2008 abbiamo provveduto ad un versamento
di assegni per un importo di circa 22.000,00 € con
data valuta 17/04/2008.
Cosa è successo!??
Il 17/04/2008 ci ha chiamati la Banca dicendoci che se non
avessimo fatto un versamento in contanti di circa 6.000,00
€ ci avrebbero protestati, perché il 17/04/2008
era arrivato sul conto un assegno di 6.900,00 € circa
per il quale secondo la banca non c’erano sul conto
fondi per pagarlo.
Vi ricordate il versamento di 22.000,00 €, bene pare
che un assegno tra quelli versati pari a € 12.000,00
fosse tornato indietro per mancanza di fondi, e la differenza
circa 10.000,00 € che fine avevano fatto??
Infatti gli assegni avevano valuta 17/04/2008, il che significa
che la banca in quel giorno non solo non ci ha accreditato
gli assegni, non solo voleva protestare l’azienda,
ma cosa ancora più grave si è presa dal conto
12.000,00 di un assegno tornato indietro ma che non ci è
mai stato accreditato.
Secondo voi è regolare tutto questo, può una
banca avere il potere di buttare in mare una azienda che
da lavoro e da vivere a circa 14 famiglie? Preferirei non
fare il nome della Banca ne tanto meno dell’azienda,
ma vorrei che questa storia venisse pubblicata.
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