| EDITORIALE |
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Questo sito nasce da un'idea, o per meglio
dire da un "sogno" di un giovanissimo imprenditore
barese (fallito a causa dei derivati) e da una testarda
imprenditrice piemontese che, nonostante l'impegno profuso
da Alessandro Profumo & C., non sono riusciti a far
fallire: binomio esplosivo.
Il sogno? Riportare nell'ambiente bancario una serenità
che consenta agli imprenditori di poter trattare con partner
commerciali (i bancari) e non con uno stormo di "avvoltoi"
pronti solo a "strappare una libbra di carne"
dal loro cuore. Ogni riferimento all'usura, alla estorsione
ed alla truffa, perpetrata per decenni a danno di giovani
e meno giovani lavoratori autonomi è chiaramente
voluto e sentito, anzi vissuto e testimoniato sulla propria
pelle da Rocco, Piera, Donatella, Emidio, Giovanni, Oscar,
Andrea e centinaia di migliaia di altri imprenditori,
forse ingenui, forse troppo onesti per potere immaginare
che il potere bancario si spingesse sino ad una truffa
legalmente camuffata.
L'esortazione a tutti coloro che si riconoscono nella
nostra battaglia è di mettere da parte la vergogna,
il senso di vuoto e di inadeguatezza che tutti noi abbiamo
provato e di non esitare a contattare qualcuno di noi,
scegliendolo anche tra il soggetto che ritiene piu' ideneo
all'ascolto della sua storia.
Anche se i media tentano di ignorarci ed i banchieri minimizzano
("... non sono il demonio.." si difendeva il
boss di Unicredit Profumo nell' intervista rilasciata
a La Stampa di Torino) siamo in tantissimi e siamo molto
uniti, abbiamo dalla nostra importanti associazioni (Adusbef
in testa) ed ottimi Avvocati.
Con noi "vittime delle banche" il motto "divide
et impera" non ha funzionato e non funzionerà
: l'amicizia, valore assoluto che condividiamo, nata dalla
disperazione e dal senso di impotenza, è un fiume
in piena che prima o poi li travolgerà.
Piera Petrini Levo
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V.
Z.
"Denunciamo i soprusi" |
La mia storia ha inizio nel
lontano 1990, l’era di tangentopoli. All’epoca
ero socio di una società nome collettivo (S.N.C.)
punto di riferimento del settore plastico per tutta l’Italia,
con un fatturato importante e che dava lavoro a diversi
dipendenti.
A causa del fermo economico che tangentopoli creò
al mercato italiano la mia società iniziò
in quegli anni un triste viaggio che ci portò nel
1995 al fallimento. Ovviamente tutti i beni della società
rientrano nel fallimento, tra cui un capannone di prestigio,
ma non solo, anche le ville in cui abitavamo, terreni di
cui eravamo proprietari, insomma ci spogliammo di tutto
quel che in una vita di sacrifici eravamo riusciti a creare.
Ad oggi quello che si è riuscito a ricavare dalla
vendita dei beni copre in esubero il valore del fallimento.
Nel frattempo L’INPS ha provveduto a togliermi tutti
i contribuiti che avevo versato in 20 anni di lavoro, sia
come amministratore che come dipendente, versati regolarmente
ma che oggi non sono più nella mia disponibilità
per cui non posso andare in pensione, nonostante i miei
60 anni. Per mia sfortuna muoiono i miei genitori e la curatela
dopo 13 anni di procedura che mantiene ancora aperta, non
so per quale motivo, che fa?
Mette le mani sulle proprietà, dei miei genitori
defunti che hanno donato con amore ai loro 11 figli, 4 appartamenti
che verranno venduti all’asta e chissà tra
quanti anni verrà chiuso il fallimento. L’
altro giorno sono andato in banca per aprire un conto corrente
personale e mi è stato detto che fino a quando non
si chiude il fallimento io non posso avere un conto corrente.
Mia moglie ha una attività commerciale non può
avere fidi perché è moglie di un "FALLITO".
MA LA MIA VITA FINO A QUANDO RESTERA’ IN PIEDI VISTO
CHE HO 60 ANNI E NON POSSO NEANCHE ACCEDERE ALLA PENSIONE?
La mia vuole essere una lettera di denuncia affinché
chi ha il potere cambi i modi di trattare chi ha subito
un fallimento nella vita e che oggi in Italia viene trattato
come neanche un spacciatore di morte viene trattato. Sono
consapevole che ormai la possibilità di continuare
a fare ciò che amavo nella vita fare ovvero il commerciante
non mi sarà più concesso data l’età
ed il NEO del fallimento che mi porto dietro ma chiedo che
venga istituito un organo di controllo sulla durata dei
fallimenti e che condanni chi abusa del proprio potere.
Ah dimenticavo, ho appena avuto una ischemia cerebrale e
mia moglie ormai soffre di cuore.
CON AFFETTO
V. Z.
PS: se c’è qualcuno che volesse suggerirmi
un consiglio contatti l’associazione, loro sanno dove
trovarmi.
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